Il cross-linking corneale, o CXL, è un trattamento usato soprattutto nel cheratocono progressivo. L’obiettivo è rinforzare la cornea e ridurre il rischio che continui ad assottigliarsi e deformarsi.

È importante chiarire l’aspettativa principale: il cross-linking serve soprattutto a stabilizzare la malattia. Non è un intervento pensato per eliminare automaticamente occhiali o lenti a contatto.

Quando si considera

L’oculista può proporlo quando gli esami mostrano progressione del cheratocono o di altre ectasie corneali. La decisione si basa su:

  • cambiamento della curvatura corneale;
  • peggioramento dell’astigmatismo;
  • riduzione della qualità visiva;
  • età del paziente;
  • spessore corneale;
  • confronto tra esami nel tempo.

Nei pazienti giovani la soglia di attenzione è più alta, perché la progressione può essere rapida.

Come si svolge

La procedura utilizza riboflavina, cioè vitamina B2, e luce ultravioletta controllata. In molte tecniche si rimuove o si allenta lo strato superficiale della cornea per permettere alla riboflavina di penetrare meglio.

Durante il trattamento l’occhio viene anestetizzato con gocce. Alla fine può essere applicata una lente terapeutica temporanea. Nei giorni successivi sono normali dolore, lacrimazione, fastidio alla luce e vista offuscata.

Recupero

Il recupero varia da persona a persona. Nelle prime giornate è importante seguire con precisione la terapia prescritta e presentarsi ai controlli. La vista può fluttuare per settimane e stabilizzarsi gradualmente.

Non bisogna strofinare gli occhi durante la guarigione e, più in generale, chi ha cheratocono dovrebbe evitare lo sfregamento anche a lungo termine.

Benefici e limiti

Il beneficio atteso è ridurre il rischio di peggioramento. In alcuni pazienti la forma corneale può migliorare leggermente, ma non è garantito.

Dopo il cross-linking può essere comunque necessario usare occhiali o lenti a contatto. Nei casi avanzati, se ci sono cicatrici o irregolarità importanti, possono servire altri trattamenti.

Rischi

Come ogni procedura, anche il CXL ha rischi, tra cui infezione, opacità corneale, ritardo di guarigione, dolore o peggioramento visivo. Una selezione accurata del paziente riduce il rischio di complicanze.

Contatti subito l’oculista dopo la procedura se dolore, rossore, secrezione o calo visivo peggiorano invece di migliorare.