La chirurgia di Mohs è una tecnica usata per rimuovere alcuni tumori della pelle, in particolare carcinomi basocellulari e carcinomi spinocellulari. È utile in aree delicate, come palpebre, naso e volto, perché mira a togliere il tumore controllando progressivamente i margini del tessuto.
Quando il tumore si trova vicino all’occhio, il trattamento può richiedere la collaborazione tra dermatologo chirurgo, oculista e chirurgo oculoplastico.
A cosa serve
L’obiettivo della chirurgia di Mohs è rimuovere completamente il tumore risparmiando quanto più tessuto sano possibile. Questo è particolarmente importante sulle palpebre, dove pochi millimetri possono influire sulla chiusura dell’occhio, sulla lacrimazione e sull’aspetto del volto.
Non tutti i tumori cutanei richiedono Mohs. La scelta dipende da tipo di tumore, sede, dimensioni, margini, eventuali recidive e condizioni generali del paziente.
Come si svolge
La procedura di solito avviene in anestesia locale. Il chirurgo rimuove il tumore visibile con un sottile strato di tessuto circostante. Il campione viene analizzato al microscopio per verificare se ai margini restano cellule tumorali.
Se sono presenti cellule tumorali, si rimuove un altro piccolo strato solo nell’area in cui il margine è ancora positivo. Il processo viene ripetuto finché i margini risultano liberi.
La durata può variare: spesso sono necessarie alcune ore, perché ogni fase richiede preparazione e lettura del tessuto.
Ricostruzione della palpebra
Dopo la rimozione, resta una ferita o un difetto cutaneo di dimensioni variabili. In alcune sedi la chiusura può essere semplice; in altre serve una ricostruzione per mantenere la funzione della palpebra e proteggere l’occhio.
La ricostruzione può essere eseguita lo stesso giorno o in un secondo tempo, secondo organizzazione del centro, estensione del difetto e condizioni locali. Quando sono coinvolti margine palpebrale, canto interno, vie lacrimali o grande porzione della palpebra, può essere indicata una competenza oculoplastica.
Dopo l’intervento
Dopo la procedura possono comparire livido, gonfiore, lieve sanguinamento, fastidio o sensazione di tensione. Le medicazioni e le terapie locali devono essere seguite come prescritto.
È importante presentarsi ai controlli programmati, sia per verificare la guarigione sia per monitorare eventuali nuove lesioni cutanee nel tempo.
Quando contattare il medico
Dopo l’intervento è opportuno contattare rapidamente il medico in caso di dolore in aumento, sanguinamento che non si arresta con le indicazioni ricevute, febbre, secrezione, arrossamento progressivo, ferita che si apre, difficoltà a chiudere l’occhio o peggioramento della vista.
Anche prima del trattamento, una lesione palpebrale che cresce, sanguina, si ulcera, cambia colore o fa cadere le ciglia deve essere valutata senza ritardi.