Gli schermi fanno parte della vita quotidiana di bambini e adolescenti. Il problema non è solo la luce emessa dal dispositivo, ma il tempo sottratto a sonno, attività fisica, gioco all’aperto, relazioni e pause visive.

Per gli occhi, l’uso prolungato può causare affaticamento visivo, secchezza, bruciore, mal di testa e temporaneo annebbiamento. Nei bambini predisposti, molte attività da vicino e poco tempo all’aperto possono inserirsi in un contesto favorevole alla miopia.

Che cosa osservare

È utile prestare attenzione se il bambino:

  • strizza gli occhi per vedere da lontano;
  • si avvicina molto a libri, tablet o televisione;
  • lamenta mal di testa dopo scuola o dopo l’uso dello schermo;
  • ha occhi rossi, bruciore o lacrimazione;
  • evita lettura o compiti da vicino;
  • riferisce visione doppia o vista annebbiata.

Questi segnali non dipendono sempre dagli schermi: possono indicare un difetto visivo, secchezza oculare, difficoltà di convergenza o altri disturbi da valutare.

Cosa fare in famiglia

Le regole devono essere realistiche e adatte all’età. In generale è utile:

  • evitare schermi durante i pasti e prima di dormire;
  • alternare studio e pause visive;
  • favorire gioco e attività all’aperto ogni giorno;
  • tenere lo schermo a distanza comoda, non troppo vicino al viso;
  • usare buona illuminazione ambientale;
  • scegliere contenuti adatti all’età e possibilmente condivisi con un adulto nei più piccoli.

La pausa visiva può essere semplice: ogni 20 minuti circa si invita il bambino a guardare lontano per almeno 20 secondi. Non deve diventare un esercizio rigido, ma un’abitudine.

Quando fare una visita

Una visita oculistica è consigliabile se i sintomi sono ricorrenti, se il rendimento visivo sembra cambiato o se c’è familiarità per miopia importante.

È invece opportuno chiedere una valutazione rapida in caso di calo improvviso della vista, dolore, forte fastidio alla luce, visione doppia comparsa all’improvviso, occhio rosso doloroso o trauma.