La PRK, o cheratectomia fotorefrattiva, è un intervento di chirurgia refrattiva laser che modifica la forma della cornea per correggere miopia, ipermetropia o astigmatismo.

A differenza della LASIK, non viene creato un lembo corneale. Lo strato più superficiale della cornea viene rimosso e poi ricresce durante la guarigione.

Quando può essere proposta

La PRK può essere valutata quando una persona desidera ridurre la dipendenza da occhiali o lenti a contatto e ha un difetto visivo stabile.

Può essere preferita alla LASIK in alcuni casi, per esempio se la cornea è relativamente sottile, se il rischio di trauma oculare è maggiore o se il chirurgo ritiene più prudente evitare il lembo corneale. La decisione dipende dagli esami preoperatori.

Chi può essere candidato

In generale sono necessari:

  • età adulta;
  • difetto visivo stabile;
  • cornea sana e regolare;
  • assenza di cheratocono o sospetto cheratocono;
  • superficie oculare adeguata;
  • assenza di malattie oculari attive;
  • aspettative realistiche.

La visita preoperatoria comprende misurazione del difetto refrattivo, studio della cornea, valutazione della lacrimazione, pressione oculare e controllo delle altre strutture dell’occhio.

Quando può non essere indicata

La PRK può non essere consigliata in caso di:

  • difetto visivo instabile;
  • cataratta che riduce la vista;
  • glaucoma non controllato o avanzato;
  • infezioni o infiammazioni oculari attive;
  • cheratocono o cornea irregolare;
  • tendenza a cicatrizzazioni anomale;
  • alcune malattie autoimmuni o problemi di guarigione;
  • diabete non ben controllato;
  • gravidanza o allattamento.

L’oculista valuta anche esigenze lavorative, attività sportive, uso di lenti a contatto e tolleranza a un recupero più lento rispetto alla LASIK.

Come si svolge

La procedura si esegue con anestesia in collirio. Il chirurgo rimuove l’epitelio corneale, cioè lo strato più superficiale, e usa il laser per rimodellare la cornea secondo le misurazioni programmate.

Alla fine viene applicata una lente a contatto terapeutica per proteggere la superficie durante i primi giorni di guarigione.

Recupero

Nei primi giorni possono comparire dolore, bruciore, lacrimazione, fastidio alla luce e visione offuscata. La vista migliora gradualmente, ma può richiedere settimane o mesi per stabilizzarsi.

È essenziale usare i colliri prescritti, presentarsi ai controlli e proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti secondo le indicazioni dell’oculista. Non si devono sospendere i farmaci di propria iniziativa.

Rischi e limiti

La PRK può causare aloni, abbagliamento, secchezza, opacità corneale, cicatrici, infezione, sotto-correzione o sovra-correzione. Raramente può peggiorare la migliore visione correggibile.

Non corregge la presbiopia in modo definitivo. Dopo i 40 anni circa può essere comunque necessario usare occhiali da vicino, anche se la visione da lontano è buona.

Quando contattare subito l’oculista

Dopo PRK bisogna contattare rapidamente l’oculista se compaiono dolore importante non controllato dai farmaci indicati, peggioramento della vista, secrezione, arrossamento marcato, trauma o sensazione che la lente terapeutica si sia spostata.