Le lacrime non servono solo a piangere. Formano un film sottile che copre cornea e congiuntiva, mantiene l’occhio lubrificato, aiuta a vedere nitidamente e contribuisce a difendere la superficie oculare da polvere, irritanti e microrganismi.

Ogni volta che ammicchiamo, le palpebre distribuiscono il film lacrimale sulla superficie dell’occhio. Se la quantità o la qualità delle lacrime non è adeguata, possono comparire bruciore, fastidio e visione fluttuante.

Gli strati del film lacrimale

Il film lacrimale è composto da più componenti che lavorano insieme:

  • uno strato lipidico, prodotto soprattutto dalle ghiandole di Meibomio, che limita l’evaporazione;
  • una componente acquosa, ricca di acqua e sostanze protettive;
  • una componente mucinica, che aiuta le lacrime ad aderire alla superficie oculare.

Quando uno di questi elementi si altera, l’occhio può diventare secco anche se lacrima molto. La lacrimazione riflessa, infatti, può essere una risposta all’irritazione.

Segni di alterazione

Un film lacrimale instabile può causare:

  • bruciore;
  • secchezza;
  • sensazione di sabbia;
  • occhi rossi;
  • lacrimazione eccessiva;
  • vista che si annebbia e migliora ammiccando;
  • fastidio al vento, al freddo o al computer;
  • difficoltà con le lenti a contatto.

I sintomi possono peggiorare a fine giornata, in ambienti secchi o durante attività che riducono l’ammiccamento, come lettura e uso prolungato dello schermo.

Cause frequenti

Le lacrime possono alterarsi per molti motivi, tra cui:

  • età;
  • blefarite o disfunzione delle ghiandole di Meibomio;
  • uso di lenti a contatto;
  • alcune terapie farmacologiche;
  • malattie autoimmuni;
  • interventi oculari;
  • ambienti secchi, vento o aria condizionata;
  • uso intenso di schermi.

Capire la causa è importante perché non tutti i casi si trattano nello stesso modo.

Diagnosi

L’oculista valuta la superficie oculare alla lampada a fessura e può eseguire test per stimare stabilità, quantità e qualità del film lacrimale. Può anche controllare palpebre, ciglia e ghiandole di Meibomio.

La visita serve anche a distinguere l’occhio secco da allergie, infezioni, infiammazioni corneali o problemi palpebrali.

Cosa può aiutare

Le misure utili dipendono dalla causa, ma spesso comprendono:

  • pause regolari durante l’uso dello schermo;
  • attenzione all’umidità degli ambienti;
  • igiene palpebrale se indicata;
  • lacrime artificiali adatte al caso;
  • controllo delle lenti a contatto;
  • trattamento di blefarite o allergie, se presenti.

Se i sintomi sono persistenti, è meglio evitare l’automedicazione prolungata e programmare una valutazione oculistica.