La pseudoesfoliazione oculare, spesso abbreviata in PXF, è una condizione in cui materiale biancastro e microscopico si deposita in alcune strutture dell’occhio, soprattutto nella parte anteriore.

Da sola può non dare disturbi, ma è importante perché aumenta il rischio di pressione oculare elevata e glaucoma da pseudoesfoliazione.

Che cos’è

Il materiale pseudoesfoliativo può accumularsi sul cristallino, sul bordo della pupilla e nelle vie di drenaggio dell’umore acqueo. Se il drenaggio diventa meno efficiente, la pressione dell’occhio può salire e il nervo ottico può danneggiarsi.

La PXF può inoltre rendere la pupilla meno dilatabile e associarsi a maggiore fragilità dei legamenti che sostengono il cristallino. Per questo deve essere conosciuta prima di un intervento di cataratta.

Cause e fattori di rischio

La causa non è completamente chiarita. Età, predisposizione genetica e fattori ambientali sembrano contribuire. La condizione è più frequente nelle persone anziane e può interessare un solo occhio o entrambi, anche in modo asimmetrico.

Sintomi

La pseudoesfoliazione spesso non causa sintomi percepibili. Anche un glaucoma associato può restare silenzioso nelle fasi iniziali. La perdita del campo visivo tende a comparire lentamente e può passare inosservata finché il danno è avanzato.

Diagnosi

L’oculista può riconoscere la PXF con la lampada a fessura, soprattutto dopo dilatazione della pupilla. La valutazione può includere misurazione della pressione, gonioscopia, esame del nervo ottico, OCT e campo visivo.

Trattamento e controlli

La PXF senza glaucoma richiede controlli regolari, non necessariamente terapia. Se la pressione è elevata o compare danno del nervo ottico, il trattamento mira ad abbassare la pressione con colliri, laser o chirurgia, secondo il caso.

È importante informare l’oculista della diagnosi prima di un intervento di cataratta e rispettare i controlli programmati, anche in assenza di sintomi.