L’emicrania è una condizione neurologica frequente. Può causare mal di testa pulsante, nausea, fastidio per luce e rumori, ma non tutti gli episodi sono uguali e non sempre il dolore è presente.
In alcune persone compaiono disturbi visivi temporanei, chiamati aura visiva. Possono precedere il mal di testa, accompagnarlo o presentarsi senza dolore.
Aura visiva
L’aura visiva può provocare:
- linee a zig-zag o scintillanti;
- macchie luminose;
- zone cieche temporanee;
- visione ondulata o distorta;
- difficoltà a leggere alcune lettere o parole.
Di solito i sintomi si sviluppano gradualmente, durano da alcuni minuti a meno di un’ora e poi regrediscono. Spesso coinvolgono il campo visivo di entrambi gli occhi, anche se possono sembrare localizzati da un lato.
Chi è più a rischio
L’emicrania è più frequente nelle persone con familiarità. Può interessare adulti, adolescenti e bambini. È più comune nelle donne e può essere influenzata da variazioni ormonali, sonno irregolare, stress, disidratazione, digiuno, alcol, alcuni alimenti, luci intense, odori forti o cambiamenti ambientali.
Non tutti hanno gli stessi fattori scatenanti.
Quando non attribuire tutto all’emicrania
È necessario rivolgersi subito a un medico se il disturbo visivo è nuovo, dura più di un’ora, riguarda chiaramente un solo occhio, causa perdita completa della vista, oppure si associa a difficoltà a parlare, debolezza o intorpidimento di un lato del corpo, confusione, perdita di equilibrio o mal di testa improvviso e molto intenso.
Questi segni possono indicare condizioni diverse dall’emicrania, come attacco ischemico transitorio, ictus, problemi retinici o altre urgenze.
Diagnosi
La diagnosi di emicrania si basa sulla storia clinica e sull’andamento degli episodi. Quando i sintomi visivi sono atipici, nuovi o monolaterali, può essere indicata una visita oculistica e, in alcuni casi, neurologica.
Un diario degli episodi può aiutare a riconoscere frequenza, durata, sintomi associati e possibili fattori scatenanti.
Gestione e trattamento
Il trattamento dipende dalla frequenza e dall’intensità degli episodi. Può includere farmaci per l’attacco, terapie preventive quando gli episodi sono frequenti o invalidanti, regolarità del sonno, idratazione, gestione dello stress e riduzione dei fattori scatenanti personali.
I farmaci devono essere scelti con il medico, soprattutto in presenza di gravidanza, malattie cardiovascolari, aura frequente o uso ricorrente di antidolorifici.